nanna_chezmaman

Co-sleeping sì, co-sleeping no, alcune precisazioni

Non mi aspettavo che il mio articolo sull’importanza di far dormire i bambini nelle loro camerette (che potete rileggere QUI) potesse scatenare un tale – e benvenuto – dibattito sulla mia pagina Facebook (che potete visitare cliccando QUI). In molte mi hanno fatto notare che mancano le mie fonti scientifiche, avete ragione, chiedo venia e uso questo post per rimediare.

Come sapete, ho passato parte della mia gravidanza a letto (QUI il post in cui vi racconto come ho vissuto le minacce di aborto), in tutto quel periodo ho avuto modo di leggere molti libri di pedagogia – tema che mi appassiona da molto prima di diventare mamma, visto che per diversi anni ho lavorato a stretto contatto con i bambini e gli adolescenti – e ho cercato di approfondire al massimo alcune tematiche in particolare. Faccio un passo indietro, quattro anni fa mi sono ammalata di artrite reumatoide (QUI potete leggere l’articolo in cui racconto a Donna Moderna la mia esperienza), ovviamente una patologia tanto invalidante non può non influire su alcune mie scelte di mamma. Non vi nascondo che non appena ho scoperto di aspettare Penelope ho iniziato ad avere paura che lei potesse essere una di quelle bambine che voleva stare sempre in braccio alla mamma, magari cullata solo in piedi, perché io una cosa del genere, purtroppo, non me la posso proprio permettere.

Le letture e gli autori che mi hanno più appassionata e che hanno conseguentemente influenzato il mio modo di essere mamma sono queste: i libri sull’infanzia del Tavistock Institute, gli articoli di Alberto Pellai (ricercatore dell’Università Statale di Milano), gli scritti Daniele Novara (noto pedagogista), il libro di Froma Walsh La resilienza familiare e ultimo (ma solo in questo elenco) il manuale Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia di Marisa Malagoli Togliatti Anna Lubrano Lavandera.

Le mie scelte non sono state casuali, ma guidate da una delle mie più care amiche che è una psicologa specializzata nella prima infanzia e con cui ho la fortuna di potermi confrontare ogni giorno sull’educazione di Penelope e non solo, ma che soprattutto monitora dall’alto tutto quello che pubblico su questo blog.

Ci tengo, però, a sottolineare una cosa, che ogni mamma quando agisce seguendo un preciso progetto educativo, agisce per il meglio. All’inizio della mia esperienza di mamma mia figlia era molto piccola (quando è uscita dalla clinica pesava 2,5 chili) e aveva problemi di stipsi. Ho sentito diversi pediatri e mi hanno detto tutti cose molto diverse tra loro. Alla fine ho scelto la mia neonatologa, oltre che per l’ottimo curriculum, principalmente perché è la persona con cui mi sono trovata più in sintonia, ma con i bambini piccolissimi non ci sono regole auree, bisogna agire seguendo il proprio istinto e una buona dose di buon senso.

Un’ultima cosa sul dormire con in camera – o peggio nel letto – con un bambino piccolo lasciatemela dire. Posto che certezze granitiche sui danni – o sui vantaggi – del co-spleeping sui bimbi non ce ne sono, come Love Coach, però, posso dirvi che di sicuro condividere la stanza con i vostri figli per anni non fa bene alla coppia. Qui come fonte cito me stessa e le decine e decine di mail di donne che vivono dei momenti difficili con i loro compagni.

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Madeleine H. Co-sleeping sì, co-sleeping no, alcune precisazioni

Scrittrice, Love Coach, Blogger, Mamma e molto altro... in una parola Madeleine.

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