Cucinare con i bambini, ecco perché è un’attività molto importante nel loro processo formativo

Non so voi, ma io passavo le ore a cucinare con mia nonna e mia madre: sbattevo le uova per le frittate, mettevo la mozzarella sopra la pizza, mescolavo gli ingredienti per la torta di mele. In pratica moltissimi dei miei ricordi felici dell’infanzia sono legati alla grande cucina della casa in campagna e a quanto amassi passare il mio tempo preparando manicaretti.

Parlandone con altre mamme e con la mia amica psicologa, mi sono resa conto di quanto cucinare con i nostri figli sia una parte importante per il loro processo formativo. Non c’è bisogno che diventino bravi come i bambini che vediamo ogni anno a Junior Masterchef, ma renderli sin da piccolissimi consapevoli di come si fa a preparare un piatto, è davvero molto importante.

Per prima cosa – e qui vado a scomodare addirittura Il metodo Montessori – i bambini amano emulare le gesta degli adulti, e dargli la possibilità di cimentarsi in cucina come fanno mamma e papà è per i nostri piccoli una grandissima conquista. In secondo luogo è importante mettere a loro agio i bambini con i diversi tipi di alimenti. Dietro un ‘non mi piace’, infatti, non sempre c’è un preciso gusto alimentare. Mia nipote Carolina, per esempio, ama moltissimo la pasta e piselli, ma quando vicino al suo secondo si è trovata i piselli da soli, non c’è stato verso di farglieli mangiare.

È anche molto importante che i bambini imparino ad avere dimestichezza con i vari utensili da cucina, certo nessuno vi dice di mettere in mano a un bambino di tre anni una mandolina giapponese, ma iniziare a far conoscere tutto quello che c’è in cucina, magari partendo dalle formine per i biscotti (se ne volete comprare di carinissime e colorate cliccate QUI), o il mattarello, passando per il passaverdure. In più ricordatevi che a partire dai quattro anni non ci sono troppe controindicazioni a far usare ai nostri figli forbici e coltelli, purché siano i modelli giusti per loro e li assistiamo nelle operazioni di taglio. Ovviamente nessuno vi sta dicendo che a quattro anni e un giorno potete lasciare in mano al vostro bimbo un coltello molto tagliente e nel piatto una bella fiorentina, ma che possono tranquillamente usare i coltelli del servizio (per intenderci quelli con cui è impossibile persino sbucciare una mela) per cimentarsi con qualcosa di molto morbido, tipo una mozzarella che poi finirà sopra una pizza.

Tra i vantaggi che ci sono nel far entrare il nostro bimbo in cucina sin da molto piccolo, c’è quello di responsabilizzarlo. La cucina, infatti, è un luogo estremamente pericoloso ed è importante che i nostri figli si rendano conto dei rischi che possono correre e siano sempre molto attenti a quello che fanno. Limitarci a dire Stai attento, quando passano vicino ai fornelli di per sé non serve a niente. Avvicinare noi stessi la manina del nostro cucciolo a una pentola molto calda creerà un ricordo ben preciso e sicuramente sarà più portato a fare attenzione. Se poi uniamo il tutto a un’esperienza molto piacevole come preparare un piatto con noi e vedere il risultato a tavola per pranzo o per cena, otterremo sicuramente un grandissimo risultato.

Al di là di tutto cucinare con i bambini è un buon modo di passare del tempo di qualità con loro, non è solo un gioco, ma non è nemmeno solo un’attività formativa. Non vedo l’ora che Penelope sia abbastanza grande per potersi cimentare anche lei con i suoi primi piatti!

Photo Credit: Freepik.com 

Articolo interessante? Condividilo!
Madeleine H. Cucinare con i bambini, ecco perché è un’attività molto importante nel loro processo formativo

Scrittrice, Love Coach, Blogger, Mamma e molto altro… in una parola Madeleine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *