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Fertility Day – Perché la campagna non andava fatta

Alla fine il passo indietro del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin è arrivato: la campagna del Fertility Day, così come era stata concepita, non andrà avanti. Il passo indietro, però, non riguarda l’idea del Ferility Day, ma solo le strategie di comunicazione. Il punto è che a me, dopo articoli, dichiarazioni e interviste lette continua a sfuggire il senso di una campagna del genere e soprattutto il messaggio che il Dicastero voleva inviarci.

Vi faccio il mio esempio: sono fidanzata da quando avevo 23 anni e dopo il primo anno avevamo già capito che stavamo facendo sul serio. Abbiamo fatto le cose con criterio, abbiamo terminato gli studi, trovato lavoro, iniziato la convivenza, ci siamo sposati e poi – solo quando ci siamo sentiti pronti – abbiamo iniziato a provare ad avere un bambino.

Io avevo quasi trentadue anni.

Un’età in cui la fertilità – specialmente quella di noi donne – non è più ai massimi splendori.

Ovviamente mia figlia non è arrivata subito, abbiamo aspettato, sperato, girato per medici, temuto e a volte anche pianto.

Ero – e sono – perfettamente consapevole che più si è giovani, più è facile avere figli, che le energie che avevo 10 anni fa non sono quelle di oggi e che sicuramente anche tutto il post partum se lo avessi affrontato a 25 anni sarebbe stato decisamente meno faticoso. Non credo che mi serva una campagna governativa – che costa e il cui costo paghiamo noi con le tasse – per ricordarmelo, come credo che non serva a milioni di altri giovani italiani.

Solo che ho scelto di aspettare di essermi sistemata, così da dare a mia figlia un famiglia più solida e maggiori certezze per il futuro.

Quello che mi ha fatto riflettere è fondamentalmente il fatto che dal governo – soprattutto uno giovane come questo – non si diano risposte concrete per evitare che in futuro altri ragazzi debbano aspettare tanto per potersi sistemare e fare una famiglia, ma un remind del tic-tac del nostro orologio biologico.

Forse la nuova campagna della Lorenzin sul Fertility Day mi darà risposte in questo senso, nel frattempo scopro che oggi scendendo nella piazza virtuale della rete noi abbiamo il potere di fare sentire la nostra voce, e questa è di per sé una grande vittoria.

E voi che ne pensate del Fertility  Day?

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Madeleine H. Fertility Day – Perché la campagna non andava fatta

Scrittrice, Love Coach, Blogger, Mamma e molto altro... in una parola Madeleine.

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