Il karma non è acqua – ecco un piccolo estratto in esclusiva per voi

Come ben sapete il 29 luglio è uscito il mio primo romanzo, Il Karma non è Acqua, edito da Rizzoli per Youfeel. Oggi ho deciso di condividere con voi qualche riga del mio lavoro, sperando che vi piaccia leggerlo quanto a me è piaciuto scriverlo:

Un’ora dopo stiamo uscendo dalla metropolitana a Carrousel du Louvre. Se dobbiamo visitare Parigi iniziamo dal mio posto preferito: i giardini di Palais Royal. Un luogo magico pieno di boutique di lusso e di negozietti vintage. Iniziamo il nostro tour sedendoci a un tavolino all’aperto e ordinando due caffè. La giornata è freddina e grigia, ma all’aperto si sta comunque bene.

Non appena arrivano i nostri caffè, Gabriele mi guarda schifato.

Ops, mi ero dimenticata che di solito agli italiani il caffè che si beve all’estero fa schifo. Dopo anni trascorsi in giro per il mondo per me va bene qualsiasi cosa.

«Regola numero uno, se vuoi amare Parigi devi imparare ad apprezzare il suo caffè!»

Se mia madre mi sentisse dire una cosa del genere mi ripudierebbe come figlia, lei detesta il caffè di qua. Ogni volta che è in questa città per lavoro mi telefona solo per lamentarsi dell’orrore che gli fanno gli espressi.

Gabriele avvicina le labbra alla tazzina – Dio che labbra meravigliose! – e non appena ingoia il primo sorso fa una smorfia disgustata.

«Dai che non è così tremendo!»

«Hai ragione, è peggio.»

Io sorrido e sorseggio il mio caffè; forse ha ragione lui, ma con latte e zucchero è passabile.

«Sì, ma questo passa il convento. Come farai a restare qui per mesi?»

«Oh Dio, quattro lunghi mesi di questa brodaglia… mi sento male!»

Ci mettiamo a ridere, ma non posso evitare di pensare che sarà qui per tutto il periodo in cui rimarrò anch’io. Nel mio cuore inizia a farsi strada una piccola speranza. In fondo se il destino ha voluto che ci sedessimo accanto in aereo un motivo ci dovrà pure essere, no?

«Ti prometto che mi farò perdonare con il pranzo!»

«Lo voglio sperare!»

Finiti i caffè ci alziamo e andiamo a esplorare i negozietti nei dintorni. Per fortuna sono con lui e non voglio fare la figura della spendacciona, altrimenti avrei definitivamente dato fondo alla mia carta di credito per acquistare una borsa vintage di Hermès da favola.

All’ora di pranzo mangiamo in un ristorantino giapponese proprio all’inizio di Faubourg Saint-Honoré. E per fortuna a Gabriele è piaciuto molto, sennò credo che avrei compromesso per sempre ogni mia chance.

«E adesso?» mi chiede una volta che abbiamo pagato il conto e siamo usciti per strada.

«Adesso ti porto a mangiare i macaron, così mi dici se ti piacciono di più di quelli che volevi prendere tu.»

«Va bene!»

Ci avviamo verso Rue Cambon, la stessa strada dove c’è la sede storica di Chanel, e raggiungiamo la pasticceria dei miei sogni. Ogni volta che entro qui sento una scarica di adrenalina pervadermi ovunque. Adoro il loro approccio, come se invece dei pasticcini vendessero gioielli.

«Che ne pensi?»

«Mi piace.»

Prendo una scatola di macaron con dei gusti misti e torniamo in strada.

«Allora, che facciamo adesso?» mi chiede Gabriele incuriosito. Senza pensarci gli prendo la mano e lo guido verso i giardini delle Tuileries che sono proprio alla fine della strada. Mi accorgo del gesto tanto intimo solo quando ci fermiamo al semaforo di Rue de Rivoli. Sento le guance diventarmi bollenti per la vergogna. Provo a sciogliere le dita e ad allontanandomi da lui, ma Gabriele rafforza la presa.

Il semaforo diventa verde e ci avviamo verso l’ingresso del parco. Mano nella mano, come due fidanzatini. Le nostre dita intrecciate mi danno un senso di benessere del tutto nuovo. Mi piace toccarlo…

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Buona lettura!

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Madeleine H. Il karma non è acqua – ecco un piccolo estratto in esclusiva per voi

Scrittrice, Love Coach, Blogger, Mamma e molto altro... in una parola Madeleine.

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