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La mamma perfetta

Lo ammetto, so che non lo dovrei dire, ma fino a qualche tempo fa pensavo che sarei stata una di quelle mamme perfette che tanto ci stanno antipatiche. Eh già, faccio outing, ma pensavo proprio che sarei stata una di quelle mamme sempre pronte a dirti come fare, cosa fare e quando farlo. La verità, però è molto diversa. Ore e ore passate a guardare SOS Tata e a leggere libri di pedagogia non mi sono servite a niente.

Non importa che io mi faccia ogni giorno in quattro per cercare il più possibile di lavorare a un progetto educativo, che faccia crescere mia figlia più serena possibile, non importa se mi faccio in quattro per educarla nel migliore dei modi e non importa nemmeno se lavoro costantemente per renderla una bambina inserita nel mondo di oggi, ma allo stesso tempo non dipendente dalla tecnologia.

No, io agli occhi di molte non sarò mai una buona madre.

E tutto questo perché?

Perché non ho partorito con il naturale e non ho allattato mia figlia a richiesta. Certo poi quando sentono che ho una malformazione all’utero dovuta a una sindrome rarissima che colpisce una donna su un milione, quando spiego che per le mie patologie (QUI il post n cui vi racconto della mia malattia) devo assumere molti farmaci e il mio latte non poteva essere l’unico alimento per mia figlia (non lo dico io, ma 4 pediatri diversi), beh allora cambia tutto.

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Anche se, vi dirò, nel corso di questi anni c’è anche chi ha messo in dubbio sia la professionalità del mio ginecologo, sia della mia pediatra. Di solito il tutto inizia con un Ma sei proprio sicura che non ci sono alternative? Sì ero sicura allora e lo sono anche oggi.

Il punto è che io non mi devo giustificare, e se non lo devo fare io che ho avuto le scelte obbligate, non lo deve fare nessun’altra mamma. Perché se c’è una cosa che mi ha insegnato la mia malattia e il mio modo di vivere la maternità è che non ci può essere giudizio soprattutto quando parliamo di una mamma che sceglie come partorire o come allattare.

Sono abbastanza certa che queste rimangano scelte del tutto personali. Ogni donna prima di diventare mamma deve scegliere in base alle sue sensazioni e al suo modo di essere. Se sai di essere una persona molto ansiosa, se l’idea di un parto naturale, di cui non si conoscono prima i tempi e i modi – ti può andare benissimo e in un’ora sei già in piedi tutta contenta, ma ci potrebbe volere anche più di un giorno intero – ti fa entrare in agitazione, forse il parto cesareo non è così tanto sbagliato. Allo stesso modo se una mamma viene colpita da depressione post partum – e anche se per noi è un taboo in realtà è un fenomeno diffusissimo – e non se la sente di allattare, buttarle addosso la croce della pessima mamma non credo che l’aiuterà a trovare la serenità necessaria per affrontare al meglio la maternità.

Certo è importante che ogni giovane mamma venga indirizzata verso le scelte più giuste per lei e per il bambino. È importante che le venga spiegato che il latte materno è la migliore scelta nutrizionale per il nuovo arrivato e i vantaggi del parto naturale. Poi, però, bisogna lasciare libera la mamma di scegliere e non va giudicata se quello che secondo lei è il suo meglio non rientra nelle nostre preferenze.

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Parlando con altre mamme mi sono resa conto che spesso il binomio allattamento artificiale più parto cesareo è visto come una sorta di anticristo. Ci sono – e ci saranno sempre – mamme che mi guardano male, che vogliono sapere nel dettaglio (temo che quando Penelope andrà all’asilo dovrò portarmi dietro la mia cartella clinica) com’è che non ho fatto il parto naturale o perché ho dovuto darle anche il latte artificiale.

Dopo 17 mesi dalla nascita di mia figlia trovo che fare la gara della mamma perfetta sia perfettamente inutile, ma se proprio lo vogliamo farlo non è come abbiamo partorito o quanta tetta siamo riuscite a dare ai nostri figli a decretare la vincitrice.

E voi che ne pensate? Vi siete sentite anche voi discriminate come è successo a me?

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Madeleine H. La mamma perfetta

Scrittrice, Love Coach, Blogger, Mamma e molto altro... in una parola Madeleine.

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