Oggetto-transizionale-ChezMaman

L’oggetto transizionale, cos’è e perché è così importante

Dio benedica Dudu, l’amichetto inseparabile di Penelope. Quello da cui non si separa mai, senza il quale non dorme e che l’aiuta a smettere di piangere quando c’è qualcosa che non va. Vedere un simile attaccamento tra mia figlia e il suo animaletto preferito mi ha portato a farmi delle domande e ho scoperto tante cose davvero interessanti che voglio condividere con voi.

Ma cos’è l’oggetto transizionale e perché è così importante?

Crescendo il neonato si rende conto che non è tutt’uno con la sua mamma, che lei può sparire e riapparire. In quei momenti ha bisogno di qualcosa che lo rassicuri e gli dia la certezza di esserci sempre. Per questo l’oggetto transizionale è importante e non va mai dimenticato. Ogni volta che usciamo di casa per un tempo più lungo, magari quando andiamo a trovare i nonni, oppure partiamo per qualche giorno Dudu è sempre il mio primo pensiero.

Oggetto-Transizionale-ChezMaman

In fondo i pannolini li posso sempre comprare, idem per traversine, cremine, saponi, salviettine umide e tutto il resto, ma Dudu non si può sostituire con niente. Per farvi capire quanto è importante Dudu vi racconterò cosa è successo un paio di settimane fa. Eravamo a Roma e Penelope è andata al parco con i miei genitori. Si erano portati Dudu e durante il tragitto era caduto. Dopo un primo momento di panico per fortuna lo hanno ritrovato, ovviamente però una volta rientrati in casa Dudu si è dovuto fare un bel giretto nella lavatrice. Vi dico soltanto che per tutto il pomeriggio Penelope ha chiesto di Dudu, mia madre l’accompagnava sul balcone – dove era stato messo ad asciugare – lei lo salutava e tornava a giocare tranquilla. Poi al momento della nanna ho provveduto a finire di asciugare Dudu con il phon e tutto si è sistemato.

Non è tutto, però, rileggendo uno dei miei libri preferiti (I Bambini devono fare da soli senza mai sentirsi soli… di Elena Urso ed Elisabetta Rossini che potete acquistare cliccando QUI) ho notato quanta importanza venga data all’orsetto. Si dice chiaramente che quando un bimbo è malato, bisogna dare le stesse cure anche al suo amichetto speciale. In questo modo, infatti, è aiutato a trasferire fuori di sé le ansie e le paure del suo non stare bene e diventerà più coraggioso per rassicurare il suo orsetto.

Esagerato? No. Noi genitori dobbiamo fare molta attenzione a questo aspetto. A volte, infatti, non ci rendiamo conto di quale sia l’oggetto trasizionale – per alcuni è il pollice che succhiano, il ciuccio oppure cambia nel tempo – ma è importante che ci sia. Il rischio di una mancanza reale di un oggetto transizionale può essere il campanello di allarme che il naturale processo di separazione mamma-bambino non stia avvenendo in modo corretto.

Di certo c’è che crescendo il bambino si accorge di non essere una cosa sola con la mamma e questa scoperta è molto destabilizzante. Proprio in questo momento inizia la sua funzione consolatrice l’oggetto transizionale che, a differenza della mamma, è sempre là pronto a confortare il bimbo e aiutarlo nella sua crescita.

Fino a quando è giusto che il bambino tenga sempre con sé il suo oggetto transizionale?

Oggetto-transizionale-ChezMaman
Photo Credit: La Casa Sull’albero Giochi Ecologici

Diciamo che in questo senso i pareri sono piuttosto discordanti. C’è chi sostiene che vada tolto dopo i due anni, chi prima dei cinque. Sicuramente quando un bambino arriva agli otto ed ha ancora bisogno del suo orsacchiotto per addormentarsi c’è qualcosa che potrebbe non andare e un consulto con uno psicologo è fortemente consigliabile.

Il consiglio che da mamma mi sento di dare a tutte voi è di non dimenticarvi mai l’orsetto preferito di vostro figlio. Lo so che quando una famiglia si muove le cose da doversi portare sono davvero tante, ma la prima che deve finire nella vostra borsa è sicuramente l’oggetto transizionale del bambino. Una mi amica mi raccontava di come più di una volta sia dovuta tornare indietro – e a volte aveva già fatto parecchia strada – perché avevano lasciato a casa Puffo, l’oggetto transizionale di sua figlia.

In generale, quando sono piccolini non bisogna cercare di ostacolare questo rapporto speciale, anzi. Stimolatelo e lasciate che facciano tutto insieme, vedrete che con il tempo vostro figlio si staccherà da solo e in maniera fisiologica.

oggetto-transizionale-ChezMaman
Photo Credit: Etsy.com on Pinterest

L’oggetto transizionale di mia figlia è Dudu – quello che trovate in cima a questo post, se c’è qualche mamma che lo vuole acquistare potete cliccare QUI – quali sono quelli dei vostri bambini?

Photo Credit: ChezMadeleine on Instagram

Articolo interessante? Condividilo!
Madeleine H. L’oggetto transizionale, cos’è e perché è così importante

Scrittrice, Love Coach, Blogger, Mamma e molto altro... in una parola Madeleine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *